La rinascita dei bitter artigianali: come sono tornati in auge
Per gran parte del Novecento i bitter da cocktail sono stati una categoria quasi morta — una manciata di bottiglie impolverate dietro il bancone. Poi, negli anni 2000, il movimento del cocktail artigianale li ha riportati prepotentemente in auge. Questa guida ripercorre la rinascita: come i bitter sono quasi scomparsi, chi li ha resuscitati e perché barman e appassionati casalinghi tornano a produrli in proprio.

Cos'è la rinascita dei bitter artigianali?
Il revival dei bitter artigianali è il ritorno in auge dei bitter da cocktail di piccola produzione, iniziato a metà degli anni 2000 e tuttora in corso. Per decenni sono sopravvissuti solo pochi marchi — tra cui Angostura, Peychaud's e Fee Brothers — e la maggior parte dei bar teneva un'unica bottiglia impolverata. Quando il movimento del craft cocktail ha riscoperto i drink pre-Proibizionismo, la domanda di bitter è esplosa e un'ondata di nuovi produttori ha iniziato a realizzare a mano bitter aromatici, all'arancia e follemente sperimentali. Oggi decine di produttori indipendenti vendono centinaia di espressioni, trasformando di nuovo i bitter da elemento accessorio a ingrediente essenziale.
Perché i bitter da cocktail sono quasi scomparsi?
Due forze rischiarono di farli sparire. Primo, il Proibizionismo mise fine alla cultura americana del cocktail da cui i bitter dipendevano, e molti marchi ottocenteschi — venduti all'epoca come farmaci brevettati — scomparvero insieme ai drink. Secondo, la svolta di metà secolo verso i semplici highball «distillato più mixer» lasciò poco spazio alla bottiglietta con dosatore. Negli anni '80 la categoria si era ridotta a pochi superstiti, con Angostura come unico nome presente nella maggior parte dei bar. La consapevolezza di cosa servissero i bitter svanì insieme alle ricette classiche che un tempo li richiedevano.
Chi ha dato inizio alla moderna rinascita dei bitter?
La svolta arrivò negli anni 2000. I bartender che riportavano in vita i cocktail pre-Proibizionismo scoprirono che le vecchie ricette richiedevano bitter che nessuno produceva più, così alcuni iniziarono a farseli da soli. L'Orange Bitters No. 6 di Gary Regan, uscito nel 2005, diede al movimento un primo punto di riferimento. The Bitter Truth, fondata in Germania nel 2006 da due bartender, fu tra le prime a vendere una gamma artigianale completa a livello internazionale. Fee Brothers, azienda familiare sopravvissuta in sordina dagli anni 1860, si ritrovò all'improvviso con il catalogo di nuovo richiesto. Da lì si spalancarono le porte.
Cosa rende artigianale un produttore di bitter?
È una questione di scala e di intenzione, più che un termine giuridico. I produttori artigianali lavorano a piccoli lotti, macerando i propri botanici invece di acquistare concentrati aromatici, e trattano i bitter come un mezzo creativo. Là dove le case storiche offrivano essenzialmente due stili — aromatico e all'arancia — i produttori artigianali hanno costruito gamme attorno a singole idee: mole, sedano, pompelmo, rabarbaro, noce nera, peperoncino affumicato. Molti sono fondati da bartender e vendono direttamente agli addetti ai lavori. Il risultato è una varietà enorme, anche se questo significa che qualità e costanza variano più di quanto accadesse con i vecchi marchi industriali.
Quali produttori di bitter artigianali conoscere?
Alcuni nomi fanno da riferimento per la categoria. Bittermens, tra Brooklyn e New Orleans, ha reso popolari i bitter Xocolatl Mole che compaiono nei classici moderni. Bittercube a Milwaukee e Scrappy's a Seattle hanno costruito gamme apprezzate di bitter aromatici e monoaroma. Il dottor Adam Elmegirab, in Scozia, ricostruisce formule storiche dell'età d'oro del cocktail. Miracle Mile, Dashfire e Hella completano una scena americana che ormai attraversa il paese da costa a costa, mentre l'australiana Applewood racchiude nelle sue bottiglie botanici autoctoni. Ognuno porta uno stile della casa distinto, perciò il modo migliore per iniziare è assaggiarne diversi.
I bartender casalinghi stanno tornando a produrre i propri bitter?
Sì, ed è uno dei segni più chiari del revival. La stessa curiosità che ha spinto il boom commerciale ha portato gli appassionati a creare tinture in casa, mettendo in infusione genziana, scorze di agrumi e spezie in alcol ad alta gradazione e miscelando i risultati a piacere. Kit, fornitori di ingredienti e ricette dettagliate sono ormai facili da trovare, e una bottiglia fatta in casa è diventata un regalo comune tra gli appassionati ossessionati dai cocktail. Farli da sé è il modo più diretto per capire cosa facciano davvero i bitter — e per ritrovarsi con un aroma che nessun marchio vende.
Esplora Esplora i bitter artigianali
Sfoglia la nostra selezione di marche di Esplora i bitter artigianali e le ricette che le utilizzano.
Bittermens
Xocolatl Mole Bitters
Bittercube
Trinity Bitters
Scrappy's
Cardamom Bitters
Dr. Adam Elmegirab's
Dandelion & Burdock Bitters
Miracle Mile
Castilian Bitters
Dashfire
Old Fashioned Bitters
Hella
Aromatic Bitters
Applewood
Bush Telegraph Bitters
Regans'
Orange Bitters No. 6
The Bitter Truth
Aromatic Bitters
Fee Brothers