Guida all'amaro: i liquori dolceamari italiani
Per tradizione gli amari si bevono come digestivi, lisci o con ghiaccio, a fine pasto. Gli stili più leggeri si servono invece prima di mangiare, e ormai l'intera categoria compare nei cocktail tanto spesso quanto da sola.

Che cos'è l'amaro?
L'amaro (al plurale amari) è una categoria di liquori dolceamari italiani ottenuti macerando erbe, radici, fiori, cortecce e scorze di agrumi in un distillato neutro o nel vino, e dolcificando poi il risultato. Il nome viene proprio dal gusto amaro. Gli amari vanno dai più leggeri e agrumati ai più scuri e intensamente erbacei, con una gradazione che di solito è compresa tra il 16% e il 40% vol. Ogni regione d'Italia ha la sua tradizione di amari, e molte ricette sono state custodite per generazioni da famiglie o monasteri.
Quali sono i principali stili di amaro?
Gli amari si dividono in alcuni grandi stili. Quelli leggeri, come l'Aperol e il Cynar, hanno meno alcol, tendono all'agrumato o al vegetale e sono pensati per l'aperitivo. Quelli di corpo medio, come il Montenegro e l'Averna, bilanciano l'amaro con la dolcezza e si prestano agli usi più diversi, da sorseggiare o da miscelare. Quelli ricchi e dall'amaro intenso, come il Fernet Branca e i suoi parenti, si servono per tradizione come digestivi. Gli amari alpini usano erbe di montagna e tendono a essere più mentolati, con note medicinali. I confini tra gli stili sono sfumati, e molte bottiglie sfuggono a una classificazione netta.
Come si beve l'amaro?
Il modo tradizionale è liscio o con ghiaccio, come digestivo a fine pasto. Molti amari funzionano benissimo anche con un goccio di soda e una scorza di agrume: gli aromi si aprono e il sorso diventa più rinfrescante. Nei cocktail gli amari fanno da modificatore o da ingrediente base, a seconda della loro intensità. Quelli leggeri come l'Aperol vanno negli spritz. Quelli medi come l'Averna possono sostituire il vermouth nei drink mescolati. La chiave è accordare il peso dell'amaro alla struttura del drink.
In quali cocktail si usa l'amaro?
Il Negroni usa il Campari, che pur essendo tecnicamente un aperitivo viene spesso accomunato agli amari. Il Paper Plane unisce l'Amaro Nonino a bourbon, Aperol e limone in parti uguali. Il Black Manhattan sostituisce il vermouth dolce con l'Averna. Il Boulevardier affianca il Campari al bourbon e al vermouth dolce. Il Montenegro funziona in un semplice Montenegro Spritz o fatto galleggiare sopra un sour. Da quando gli amari si trovano più facilmente fuori dall'Italia, i bartender hanno creato centinaia di ricette moderne attorno a loro.
Quale amaro provare per primo?
Il Montenegro è quello da aprire per primo: l'amaro italiano più equilibrato e accessibile, con un'amarezza gentile, agrumi e un finale appena dolce. Funziona altrettanto bene come digestivo, con ghiaccio e soda o nei cocktail. L'Averna è più ricco e più marcatamente siciliano, il Nonino un'interpretazione raffinata a base di grappa. All'estremo opposto, il Fernet Branca mette alla prova i limiti di un palato abituato all'amaro.
Che differenza c'è tra un amaro e un bitter rosso come il Campari?
Categorie che si sovrappongono, più che opposte. I bitter rossi come il Campari, l'Aperol e il Luxardo Bitter sono aperitivi: rosso acceso, dominati da agrumi e rabarbaro, di solito meno alcolici, e si versano prima del pasto in uno Spritz o in un Negroni. Amaro indica la più ampia famiglia italiana di liquori dolceamari, più scuri, più erbacei e più speziati, che si bevono più spesso dopo il pasto. Parte della confusione è linguistica. In italiano la parola bitter da sola indica proprio la categoria del Campari, quindi chi in Italia chiede la differenza tra amaro e bitter vuole sapere verso quale dei due scaffali allungare la mano, non sta parlando dei bitter da cocktail nel flacone con dosatore.
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